Consegnato a Maria Gianniti il Premio Giornalistico Matilde Serao

Con la consegna del Premio Giornalistico Matilde Serao a Maria Gianniti, inviata della Rai e giornalista da molti anni impegnata nel racconto delle guerre e delle crisi internazionali, viene consegnata agli archivi l’edizione 2026, la XIX per la precisione considerando le varie interruzioni. Un riconoscimento che, come è stato sottolineato nel corso della serata, va oltre la semplice celebrazione di una professionista dell’informazione, perché rappresenta anche il modo con cui Carinola continua a mantenere vivo un rapporto con la storia della grande giornalista e scrittrice legata a Ventaroli.

Da una parte Matilde Serao, alla quale il territorio è legato per la storia della sua famiglia e per gli anni trascorsi a Ventaroli, dall’altra Maria Gianniti, una giornalista che ha fatto del racconto della realtà, anche nelle sue forme più drammatiche, una parte fondamentale del proprio lavoro.

La serata è stata aperta dal confronto tra il direttore de Il Mattino Vincenzo Di Vincenzo e la premiata Maria Gianniti. Un dialogo nel quale il giornalismo è stato inevitabilmente ricondotto alla sua responsabilità principale: raccontare ciò che accade senza fermarsi alla superficie degli avvenimenti e senza perdere di vista le persone coinvolte. Maria Gianniti, che ha iniziato la sua esperienza in Rai nel 1996 e ha seguito negli anni alcuni dei principali conflitti internazionali, dalla Seconda Intifada alle guerre in Iraq e Afghanistan, fino alla situazione in Israele e in Medio Oriente, rappresenta proprio quel giornalismo che cerca di trasformare la cronaca in comprensione della realtà.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il particolare significato del riconoscimento per Carinola. La sindaca Giuseppina Di Biasio ha sottolineato come il Premio sia ormai un appuntamento consolidato e come il nome di Matilde Serao contribuisca ogni anno a rafforzare il prestigio dell’iniziativa e, insieme, quello del territorio. Un legame che non è soltanto legato al Premio, ma affonda le proprie radici nella presenza della famiglia Serao a Ventaroli e nella storia personale della scrittrice.

A Maria Gianniti è stata consegnata la scultura realizzata dall’artista Lello Esposito, diventata nel corso degli anni il simbolo materiale del Premio. Proprio nel raccontare il significato del riconoscimento, la giornalista ha ricordato con particolare emozione padre Michele Piccirillo, francescano e archeologo originario di Carinola, conosciuto per le sue ricerche e per gli scavi in Giordania, soprattutto nell’area del Monte Nebo. Il rapporto con Piccirillo ha aggiunto alla serata un ulteriore filo con la storia del territorio e con quella parte del mondo che Gianniti ha raccontato per tanti anni attraverso il suo lavoro di inviata.

Accanto alla premiata e al direttore de Il Mattino Vincenzo Di Vincenzo, sono intervenuti la sindaca Giuseppina Di Biasio, l’assessora alla Cultura Maria Sorvillo, Lidia Luberto, giornalista de Il Mattino e presidente dell’Associazione culturale Matilde Serao, Gaetana Treppiedi, responsabile Macro Area Privati Sud di Poste Italiane, e Antonio Corribolo, presidente onorario dell’Associazione e tra gli ideatori del Premio. La serata è stata coordinata da Lidia Luberto.

Nel corso della manifestazione è stato ricordato anche il lungo elenco delle giornaliste che negli anni hanno ricevuto il Premio, da Natalia Aspesi a Carmen Lasorella, Giovanna Botteri, Donatella Trotta, Daniela Vergara, Rosaria Capacchione, Lucia Annunziata, Titta Fiore, Barbara Stefanelli, Bianca Berlinguer, Sara Varetto, Adriana Cerretelli, Fiorenza Sarzanini, Lucia Goracci, Myrta Merlino, Agnese Pini, Tiziana Panella, Stefania Battistini, Francesca Fagnani, Maria Latella e Monica Maggioni. Un albo d’oro che testimonia la continuità di un’iniziativa nata per ricordare Matilde Serao e diventata nel tempo uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio.

Purtroppo c’è ancora qualcuno che considera questo Premio come un residuo degli anni ’70: si dice che il mondo è bello perché vario, ma la verità è che a volte questo tipo di varietà disfattista e ignorante dà oltremodo fastidio. Riconoscere che la giornalista Matilde Serao è stata figlia di Carinola e come tale va ricordata e celebrata ogni anno, sarebbe un buon punto di partenza. Matilde Serao è un punto di forza per il nostro Comune, e questo legame fatto di storia e memoria è testimoniato proprio dalla presenza delle persone summenzionate e fa capire la capacità di mettere insieme istituzioni, mondo della cultura, giornalismo e realtà del territorio, tutto nel nome di una figura che appartiene alla storia nazionale del giornalismo, e alla storia di Carinola. Concretezza inserita nell’oggi!

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